Il Tirreno – Il violino magico di Uto Ughi che suona le corde del cuore


Il musicista si esibirà al Goldoni e il ricavato dello spettacolo andrà a finanziare
borse di studio per giovani che parteciperanno al Livorno Music Festival

Maria Teresa Giannoni
LIVORNo. Il violino di Uto Ughi per una grande serata di musica il 22 febbraio al teatro Goldoni. Un concerto di beneficenza il cui ricavato andrà a al finanziamento di borse di studio per i giovani musicisti che prenderanno parte alla prossima (la decima) edizione del Livorno Music Festival. A presentare il concerto ieri mattina al Goldoni, oltre agli organizzatori Amici della Musica di Livorno con il loro direttore artistico Vittorio Ceccanti, e il Rotary Club con il presidente Luciano Barsotti, anche l’assessore alla cultura Simone Lenzi e il direttore del Teatro Marco Leone che hanno sottolineato l’importanza di una collaborazione pubblico-privato che potrebbe portare a nuove importanti iniziative in campo musicale destinate alla città. Il concerto ha anche due sponsor come Gianni Cuccuini e la Scorpio pubblicità. «Ughi – ha detto l’assessore Lenzi – è un virtuoso straordinario ed è molto amato a Livorno. La sinergia trovata per questo evento è un esempio di come si possa costruire una sempre maggiore ricchezza di offerta culturale».Barsotti ha sottolineato come il Rotary livornese che compie 95 anni sia uno dei più antichi d’Italia e ha ricordato la collaborazione con gli Amici della Musica per il Livorno Music Festival: «La loro è stata una partenza molto coraggiosa, il cui successo non era per nulla scontato. Invece la manifestazione estiva è cresciuta e ora occupa tanti spazi della città e coinvolge un gran numero di musicisti». Barsotti ha parlato di un risvolto sociale del festival, durante il quale c’è il progetto di portare la musica nei quartieri più svantaggiati a nord della città avvicinando i bambini all’esperienza musicale e coinvolgendo le famiglie. «Il modello è quello ideato da Antonio Abreu in Venezuela – ha spiegato il maestro Vittorio Ceccanti che ha lavorato con l’orchestra dei giovani delle favelas in Brasile – per cui l’insegnamento della musica serve come promozione sociale dei giovani. Lo hanno applicato in tutto il mondo». Ceccanti ha dato anche i numeri dell’ultima edizione del Livorno Music Festival: 16 corsi, 24 concerti in 18 giorni, 170 giovani coinvolti, richieste di partecipazione da ogni parte del mondo. «La nostra – ha detto – è una bottega della musica, siamo una grande famiglia. Mio padre è stato tra i fondatori della Scuola di Fiesole insieme al maestro Farulli e credo molto nei giovani. Ho avuto tante esperienze in giro per il mondo, conosciuto tanti musicisti. A Livorno abbiamo gettato un seme e il mio impegno qui è per restituire qualcosa di quello che mi è stato dato. Anche il concerto di Uto Ughi sarà una lezione per tutti in ogni senso. Tra i massimi violinisti al mondo incarna infatti il perfetto stile italiano. Oltre alla grande tecnica, la caratteristica più bella della sua musica è il cuore e quando suona è il suo cuore che ti avvolge».Uto Ughi da sempre è uno che partecipa volentieri a manifestazioni che hanno lo scopo di diffondere la cultura musicale e soprattutto se si tratta di aiutare giovani musicisti come in questo caso. A Livorno si esibirà con il pianista Alessandro Specchi in un programma che avrà per titolo “Note d’Europa” e suonerà un Guarnieri del Gesù del 1744 e uno Stradivari del 1701. —